note storiche a cura di Mariateresa Valeri

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Della chiesa medievale di San Valentino si conservano il campanile, addossato al lato settentrionale della chiesa. La struttura, databile alla metà del secolo XIII, presenta un’ ardita abside pensile per risolvere efficacemente un problema funzionale ed urbanistico: per consentire da via Consolare l’accesso all’Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo e per evitare il restringimento della stessa via Consolare, su cui l’abside sporge.

Nell’interno l’abside presenta tracce di un affresco moderno raffigurante la Trinità, che sovrasta la figura della Madonna con il Bambino Gesù. Ai lati dell’abside, da una parte le figure dei santi Filippo e Giacomo, dall’altra S. Martino che dona il mantello al povero.La chiesa di san Valentino è attestata come parrocchia ab immemorabili. Fu ristrutturata nel 1844, come recita l’iscrizione della facciata in stile rinascimentale, che si affaccia sulla piazza G. Matteotti (IN HONOREM SANCTI VALENTINI MRIS / REAEDIFICATVM / ANNO DOMINI MDCCCXLIV). L’edificio venne rialzato con la costruzione di una pseudo-cupola a sesto ribassato, poggiata su pennacchi sferici, che copre il presbiterio. L’unica navata, scandita da due cappelle per lato, è coperta da una volta a botte con lunette finestrate per aumentare la luminosità diurna all’interno della chiesa.All’interno la chiesa appare nell’aspetto ottenuto nei lavori di ristrutturazione iniziati dal parroco Radaele Di Torrice nel 1969 per adattare l’edificio alle nuove necessità liturgiche richieste dal Concilio Vaticano II. Gli affreschi ottocenteschi vennero sostituiti dall’intonaco chiaro per le pareti e grigio-terra per le paraste e le cornici ad ornamento delle cappelle, della navata e del presbiterio. Furono risparmiati gli affreschi più pregevoli: il dipinto sulla parete destra della navata prossima al presbiterio, raffigurante Tobiolo accompagnato dall’arcangelo S. Raffaele; la decorazione della cupola, con al centro la colomba mistica dello Spirito Santo ad ali spiegate, da cui si dipartono radialmente racemi d’acanto; gli affreschi dei pennacchi dalla cupola raffiguranti gli Evangelisti, riadattamento degli affreschi realizzati da Domenichino nei pennacchi sferici della cupola di S. Andrea della Valle a Roma. Dell’iconografia precedente il Concilio si conservano inoltre il tondo raffigurante S. Valentino M., realizzato da Eugenio Cisterna (inizi secolo XX) e collocato sulla parete absidale del presbiterio, sottostante l’imposta della cupola; le pale d’altare delle cappelle laterali: il dipinto di S. Giovanni Battista e S. Girolamo; S. Michele Arcangelo che sconfigge Lucifero; nella cappella del Rosario la statua di Maria con in braccio Gesù. La cappella di S. Anna ha come pala d’altare la tela raffigurante S. Anna e Maria bambina, dipinta con virtuosismo e precisione fiamminga da Egidio Marinelli negli anni Ottanta del secolo scorso. Sulle pareti laterali della cappella di S. Anna sono collocate le macrofotografie della Beata Caterina Troiani e Madre Teresa Spinelli, due donne dell’Ottocento che, vissute nella parrocchia di S. Valentino, con la loro azione religiosa e umanitaria hanno promosso la dignità della donna, fondando Istituti di istruzione.


Nel presbiterio si conservano affreschi, provenienti da altre chiese cittadine: la Crocifissione con Maria, Giovanni evangelista, S. Pietro e S. Andrea (sec. XVI ca.), proveniente dalla chiesa distrutta di S. Andrea; e l’affresco staccato da una lunetta ogivale della chiesa di San Francesco, secc. XIII ex.-XIV in., raffigurante le Storie di S. Elisabetta d’Ungheria. Inoltre si conserva una grande tela appartenente alla chiesa di S. Francesco, realizzata da un autore di probabile provenienza romana, raffigurante la Predica di S. Antonio ai pesci.
Nel 2005 è stata realizzata la vetrata policroma sul portale della facciata raffigurante Cristo Maestro, opera di Vincenzo Ludovici. Dopo la canonizzazione di padre Pio da Pietrelcina è stata donata alla chiesa la statua bronzea del Santo francescano, collocata nella prima cappella di sinistra, in cui è stata ricavata anche una nicchia per l’esposizione della reliquia di San Pio, donata dall’Ordinario diocesano, mons. Salvatore Boccaccio.

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