La chiesa di Sant'Agata Vergine e Martire - e il SS. Crocifisso di Fra Vincenzo da Bassiano

Lineamenti di storia

di Biancamaria Valeri

Anno di fondazione: Ab immemorabili

Ristrutturazione: in età medievale - nel XVIII sec.

Appartenenza ad Ordini Religiosi: Nel 1635 fu rilevata, sotto l’episcopato di Ennio Filonardi, dai Francescani Minori Osservanti, che la tennero fino alla fine del XIX sec.; Nel 1908 fu rilevata dallo stesso B. Luigi Guanella

Stato attuale: Ricostruita nel 1947 perché distrutta dal bombardamento del maggio 1944; eretta in parrocchia nel 1947 dal vescovo Tommaso Leonetti.

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La chiesa di S. Agata esiste ab immemorabili in Ferentino: le sue origini si collegano al culto di S. Ambrogio, centurione martire, protettore di Ferentino. Secondo la tradizione essa fu il primo sacrario del Martire, accogliendo le sue spoglie dal 313 al IX secolo, periodo in cui, per proteggere le sacre reliquie, il corpo venerato fu trasportato entro le mura urbiche nella chiesa di S. Maria Maggiore.

Edificata lungo l’asse della via Latina (l’odierna Via Casilina) nel luogo che ben presto divenne il Borgo commerciale della città di Ferentino, la chiesa di S. Agata diede assistenza anche ai viandanti e ai pellegrini, coadiuvata in quest’opera dai Cavalieri di S. Giovanni Gerosolimitano (Cavalieri di Malta).La floridezza delle rendite ecclesiastiche è testimoniata dai registri di pagamento delle Decime.

Nel biennio 1328-1329

Valore della Decima Beneficiario
Libre III, solidi XII,denari III Angelo di Giannandrea
Solidi VII, denari VIII Andrea, abate di S. Giovanni Evangelista, per la chiesa e per la sua mensa
Solidi II Giordano Abulla
Solidi III Maestro Giacomo, medico
Denari IV Francesco Nicola Recz
Denari IX Andrea Renczo
Denari VI Giovanni Cossa (presbitero)
Denari VIII Gregorio, detto Arcebbe

Nel biennio 1331-1333

Valore della Decima Beneficiario
Fiorini d’oro I Parlatello
Solidi IV, denari VI Angelo di Giannandrea (non solvente)
Denari XXX Andrea (presbitero)
Denari XII Parlatello
Denari IV Rella (o Bella)
Solidi XXIV, denari IX Angelo di Giannandrea (presbitero)per tre pagamenti arretrati
Denari XII Giovanni Cossa (presbitero)
Fiorini d’oro I e solidi VI Maestro Giovanni di RaynaldoIn supplemento

Nel biennio 1333-1335

Valore della Decima Beneficiario
Fiorini d’oro II, solidi XII Chiesa e mensa
Denari XXX Andrea (presbitero)
Denari XII Giovanni Cossa (presbitero)
Denari XII Maestro Giovanni di Raynaldo
Denari XV Il Figlio di Annibaldo
Solidi XVI Beneficio vacante di Rella (o Bella)
Non solventi per i benefici goduti Nicola Recz (I e II pagamento)ParlatelloChierici della chiesa

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Fino al 1581 fu parrocchia, poi passò sotto la giurisdizione della Parrocchia di S. Valentino. Nel 1581 rettore con cura d’anime era Domenico Moccosi, coadiuvato da cinque beneficiati: Giovanni Leonini, Prospero de Paolis, Pietro Ferreri di Segni, Cesareo Fabrizi, Giovanni Felice Giovannella. Complessivamente il reddito annuo ammontava a 12 aurei.

La più antica descrizione della chiesa, che risale alla metà del XVI secolo, la presenta ad unica navata, abbastanza grande, ma bisognosa di lavori di restauro nel tetto. Secondo una tradizione locale si ritiene che la chiesa accogliesse nella prima metà del XIII secolo S. Francesco d’Assisi, il quale, nel suo viaggio verso il Meridione, si fermò e vi fondò un convento per i suoi frati.

 

In realtà i Francescani si erano attestati dopo il 1250 nella chiesa e convento intramuraneo di S. Francesco; in S. Agata giunsero i Minori Osservanti solo nella prima metà dal XVII secolo, chiamati dal vescovo Ennio Filonardi. I Minori ressero la chiesa e l’annesso convento fino alla fine del XIX secolo, quando dovettero, per mancanza di personale, abbandonare l’opera, che si era arricchita, grazie al lascito del vescovo Vincenzo Macioti, di un orfanotrofio maschile.vescovo-macioti-2 Prima di questo evento infausto un altro ben più grave aveva interrotto la gestione ecclesiastica della chiesa e delle annesse opere: la Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) a Roma ad opera dell’esercito italiano, con la quale decadde il potere temporale dei Papi. La chiesa di S. Agata e l’annesso convento furono incamerati e sottoposti alle revisione di un commissario regio nominato nella persona dell’allora sindaco di Ferentino Achille Giorgi. Questi, per non perdere i benefici del lascito Macioti a favore degli orfani, appellandosi all’art. 20 della legge 7 luglio 1866 con verbale del 10 dicembre 1876, redatto tra l’Amministrazione del fondo per il culto ed il Municipio di Ferentino, richiese la cessione gratuita e la consegna al Comune del fabbricato dell’ex convento di S. Agata, con la chiesa omonima e l’orto adiacenti. Tale richiesta fu approvata il 21 dicembre del medesimo anno ed il Comune “in adempimento degli obblighi assunti con la cessione”, mantenendo aperta al culto pubblico la Chiesa di S. Agata e provvedendo per questo alla nomina di un rettore, “destinò l’ex convento all’orfanotrofio maschile Macioti, che non possedeva immobili urbani propri e idonei e non aveva mezzi sufficienti per costruirseli” (Archivio di Stato di Frosinone, Fondo Prefettura di Frosinone, b. 221, fasc. 33, lettera del 25 agosto 1933).
vescovo-macioti-1L’orfanotrofio maschile fu riaperto nel 1877 e i cinque orfani ivi residenti furono affidati alle cure dei padri Francescani Minori Osservanti, che reggevano la chiesa e l’annesso convento dal XVII secolo.L’Amministrazione comunale affittò, per la gestione dell’orfanotrofio, altri fondi al canone di £ 2.900, per istituire una colonia agricola secondo le intenzioni del testatore mons. Macioti. Il contratto di locazione venne rinnovato tacitamente fino al 20 marzo 1909, quando, affittando anche i terreni e gli annessi fabbricati rustici siti in contrada Fontana Novella e La Villetta, il contratto fu stipulato con durata a trent’anni (Archivio Storico Comunale di Ferentino, Relazione avv. Aldo Di Tomassi (28/10/1976) su Controversia ECA/Opera don Guanella di Ferentino).Nel 1908 il vescovo di Ferentino mons. Domenico Bianconi unì all’orfanotrofio maschile anche un Ricovero per indigenti e inabili al lavoro, il Ricovero “Regina Elena”; ambedue le opere pie vennero riunite sotto la gestione della Congrega di Carità, un ente sotto il quale erano state riuniti dal 1870 tutti i luoghi pii (confraternite e ospedale) cittadini. santagata-nel-xix-secoloAgli inizi del XX secolo i padri Francescani lasciarono Ferentino e, di conseguenza, le opere che gestivano; il vescovo Bianconi e il presidente della Congrega di Carità, avv. Raffaele Giorgi, si diedero da fare per sostituirli nella gestione dell’orfanotrofio e del ricovero di mendicità. Ciò fu fatto con l’intervento del Beato Luigi Guanella, che, stipulando nel 1908 una convenzione di durata trentennale, rilevò l’orfanotrofio e, successivamente, il ricovero di mendicità e si assunse l’onere della officiatura della chiesa di S. Agata (Archivio di Stato di Frosinone, Fondo Prefettura di Frosinone, orfanotrofio: b. 219, scrittura privata, 31 gennaio 1908; contratto del 3 dicembre 1908, reso esecutivo dal sottoprefetto di Frosinone del 19 dicembre 1908 e registrato in Ferentino il 7 gennaio 1909; ricovero di mendicità: b. 219, atto del 22 ottobre 1910). Nel dicembre 1938 sarebbero cessate le convenzioni stipulate nel 1908 per l’orfanotrofio e l’ECA, subentrata alla Congregazione di Carità, avrebbe dovuto procedere alla liquidazione ed al pagamento delle migliorie apportate dai guanelliani all’ex convento dei Francescani di S. Agata. Il 10 dicembre 1931 l’ordinario diocesano Alessandro Fontana con lettera al Ministro di Giustizia e Affari di Culto chiedeva la consegna della chiesa di S. Agata e dell’annesso convento in uso perpetuo della Diocesi. L’istanza episcopale veniva accolta dal Comandante della compagnia di Frosinone il 15 febbraio 1933. Il 25 agosto 1933 il Commissario Prefettizio di Ferentino rispose al Prefetto di Frosinone chiarificando i termini della questione. borgo-garibaldi• In base alle norme del Concordato del 1929 la retrocessione dell’ex convento di S. Agata alla Diocesi di Ferentino avrebbe danneggiato la filantropica istituzione dell’orfanotrofio, passato in gestione ai guanelliani
• Il Comune di Ferentino preferiva limitare la richiesta del Vescovo “alla sola chiesa di S. Agata e della parte dell’ex convento strettamente indispensabile ai bisogni della rettoria della chiesa stessa”.
Anche il Vescovo chiarì meglio la sua intenzione:
• Tornato in possesso dei beni dell’ex convento di S. Agata, li avrebbe di nuovo ceduti ai guanelliani.Il Commissario Prefettizio, quindi, chiedeva l’accettazione dell’istanza episcopale, vincolandola alle seguenti condizioni:
• Cessando i guanelliani dal dirigere l’orfanotrofio, l’opera sarebbe tornata al Vescovo, che si obbligava ad affidarla senza discontinuità ad altro ordine religioso
• In caso che l’Ordinario non avesse ottemperato a tali cautele e garanzie, l’orfanotrofio sarebbe ritornato al Comune “in disponibilità piena e incondizionata … onde conservarlo alla destinazione originaria”
• Le eventuali contestazioni divisorie del fabbricato sarebbero state definite inappellabilmente da una commissione arbitrale, composta dai rappresentanti della diocesi e del Comune e di un presidente, nominato dai suddetti arbitri o, in caso di dissenso, dal Prefetto di Frosinone.(Archivio di Stato di Frosinone, Fondo Prefettura di Frosinone, b. 221, fascicolo 33).
Le convenzioni con i guanelliani furono rinnovate.Nel disastroso bombardamento del 24 maggio 1944 venne distrutta la chiesa e l’ex convento di S. Agata; tali edifici furono ricostruiti tra 1945 e 1947 dai guanelliani. Il vescovo Tommaso Leonetti l’8 settembre 1948 eresse la chiesa di S. Agata in Parrocchia.

Di seguito tre cartoline relative alla chiesa agli inizi del 1700 dal Vescovo Tosi. Per la concessione ringraziamo il Sig. Averardo Di Tomassi ed il sito © Esse rappresentano per noi un patrimonio storico di immenso valore perchè ci aiutano a ricostruire un luogo che senza odio e guerra sarebbe stato ancora "gelosamente nostro".{yoogallery src=[/images/stories/cartoline-santagata] width=[250] height=[200] title=[Chiesa S.Agata] style=[lightbox] effect=[fade] spotlight=[1] prefix=[thumb100_] thumb_cache_dir=[thumbs100] thumb_cache_time=[1440] load_lightbox=[1] thumb=[default] rel=[lightbox[mygallery]] load_lightbox=[1] resize=[1] order=[asc] }

IL CROCIFISSO LIGNEO DI FRA VINCENZO DA BASSIANO

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La storia della chiesa di Sant'Agata cambia con l’arrivo dei Minori Osservanti. Questi riadattarono la chiesa ai loro bisogni liturgici e nel 1669 la dotarono di un meraviglioso crocifisso ligneo opera di fra Vincenzo da Bassiano. Da quel momento la prodigiosa immagine di Gesù Crocifisso ha attirato tutti gli occhi del popolo di Ferentino a sé.

Collocato in origine sull’altare maggiore, il simulacro venne sistemato definitivamente nella specifica cappella laterale, costruita, per incarico del primo parroco don Luigi Romanò, su progetto dell’ing. Vianello nel 1950 a ricordo e omaggio dell’Anno Santo (consacrazione, 11 settembre 1950, mons. Tommaso Leonetti, vescovo).
Un primo intervento di restauro sul Crocifisso è stato effettuato subito dopo la seconda guerra mondiale, quando, su commissione del parroco don Romanò, lo scultore Giovanni Di Lucia ripristinò alcune dita della mano sinistra perse a causa del bombardamento. Nel 1967 il parroco don Ernesto Tentori fece sostituire il legno lacero della croce con legno pregiato (noce di mansonia). Una ripulitura dell’insigne Simulacro ad opera del restauratore Andrea Lunghi, si è avuta, su commissione del parroco Don Antonio Tamburini.
Come vuole la tradizione, il Crocifisso viene tolto dalla sua cappella ed esposto alla venerazione dei fedeli nel giorno della sua festa, il 14 settembre, Solennità dell’Esaltazione della Croce. Più rigoroso il cerimoniale per portarlo in processione. LA PROCESSIONE La processione col venerato Simulacro si effettua in ogni Anno Santo, in occasione dei Centenari e Cinquantenari della Redenzione, nei centenari dello stesso Crocifisso e in particolari avvenimenti della Chiesa, sia locale che universale. L’ultima disposizione relativa alla processione è stata emanata dal vescovo Angelo Cella (16 giugno 1985).
È bene ricordare qualche data relativa a queste speciali ricorrenze, che attirano gran folla di fedeli.

DATA EVENTO
14 settembre 1895 In occasione delle feste giubilari del Crocifisso. Il padre Giustino Fedeli OFM, guardiano del convento di S. Agata, eseguì un’artistica incisione del simulacro, che poi collocò in un piccolo incavo nella testa del Simulacro. Questa immagine fu rinvenuta nella ricognizione effettuata nel 1920.
14 settembre 1910 In occasione dei lavori di adattamento della chiesa di S. Agata, effettuati dai Servi della Carità (i Guanelliani), che nel 1908 avevano sostituito i francescani nella conduzione della chiesa e delle opere pie.
14 settembre 1915 Per implorare la pace (era scoppiata la Prima Guerra Mondiale).Ringraziamento per lo scampato pericolo del terremoto, che aveva devastato la Marsica.
10-14 settembre 1933 Nella chiesa di S. Maria MaggioreIn occasione dell’Anno Santo della Redenzione.
8 dicembre 1947 Processione dalla Cattedrale a S. Agata per riportare nella propria sede il Crocifisso e la statua dell’Immacolata.I due simulacri si trovavano in Cattedrale, dove erano stati ricoverati dopo il bombardamento del 24 maggio 1944, che aveva completamente distrutto la chiesa.
Settimana di PassioneAnno 1950 Anno Santo.Per espresso desiderio del vescovo Tommaso Leonetti.
14 settembre 1967 20° anniversario della ricostruzione di S. Agata (1946-1947).
10-17 marzo 1968 Durante la “Settimana Liturgica” svoltasi nella Parrocchia di S. Agata.Ventesimo anniversario della istituzione della parrocchia di S. Agata (8 settembre 1947).Il parroco don Ernesto Tentori fece collocare il Crocifisso sulla parete soprastante l’altare maggiore, così come nella collocazione originaria.
1969 Terzo centenario della scultura.Il vescovo Costantino Caminada donò una reliquia della Santa Croce, che il parroco don Ernesto Tentori inserì, il 1° settembre, in un’apposita teca posta nel legno sotto i piedi del Crocifisso.
14 settembre 1972 Venticinquesimo anniversario della istituzione della parrocchia di S. Agata.
dal 17 dicembre 1983al 7 gennaio 1984 Palazzo Vescovile di Frosinone, Mostra d’Arte Sacra “Christus Redemptor”.
Quaresima 1984 Nella Cattedrale di Ferentino, in occasione dell’Anno Santo della Redenzione
14 settembre 1988 80° anniversario dell’arrivo dei Guanelliani a Ferentino.40° anniversario della istituzione della parrocchia di S. Agata.
14 settembre 2000 Grande Giubileo del 2000.Riunione dei Comuni, che conservano gli altri crocifissi scolpiti da Fra Vincenzo da Bassiano.(Roma, Bassiano, Caprarola, Farnese, Nemi e Bellegra)
settembre 2001 Frosinone, Visita del Papa Giovanni Paolo II alla Diocesi di Frosinone.
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