Tradizione, devozione e culto in onore dei Santi Patroni Ambrogio martire e Pietro Celestino

di Biancamaria Valeri

venite-adoremusLa storia della chiesa di Sant'Agata si intreccia con la storia dei Santi Protettori di Ferentino: S. Ambrogio, centurione e martire, S. Pietro Celestino, eremita e pontefice. Ambedue furono sepolti in Sant'Agata, la chiesa eretta nel suburbio, vicino all'area di una necropoli antica.
Il racconto della Passione di S.Ambrogio ci tramanda la testimonianza che il martire fu decapitato in località Vico: la tradizione, poi, attesta che il corpo di Ambrogio, insieme con quello di altri quattordici compagni nella fede, vennero sepolti nel cimitero antistante la Porta detta del Borgo. Sul sepolcro di Ambrogio, dopo la pace religiosa del 313, venne eretta la chiesa di Sant'Agata, chiesa che custodì le reliquie venerate fino al IX secolo. Successivamente il Corpo del Martire fu traslato in S.Maria Maggiore e da qui nella nuova cattedrale eretta dal vescovo Agostino nel 1108, dove tutt'ora è cuastodito. (Benedetto Catracchia, Atti del martirio di S. Ambrogio centurione, 1979, pag. 11-13-14).
A ricordo di queste traslazioni ogni 1° maggio, in occasione della processione solenne in onore di S. Ambrogio, il simulacro argenteo del Santo entra nelle chiese che custodirono le reliquie tra grande tripudio di folla e spari di mortaletti e castagnole.
Anche S. Pietro Celestino fu sepolto, seppur per breve tempo, in Sant'Agata. Lasciamo parlare le cronache del XVII secolo.
"San Pietro Celestino, pontefice V, fu prima monaco di S.Benedetto e fu in questa Città (Ferentino) assai tempo facendovi un monastero sotto il titolo di S. Antonio Abbate...dopo aver governata la Chiesa di Dio per sei mesi, rinunciò il Papato in pubblico concistoro e suo successore ne venne Bonifacio VIII d' Anagni...per ordine del Papa suo successore fu posto dentro la Rocca di Fumone...dove per qualche tempo rese l'anima a Dio. Il suo corpo fu portato in Ferentino e sepolto nella sua chiesa di S.Antonio Abbate. Fu una notte rubato da un Frate aquilano e portato nella città dell'Aquila".
(da: Compendiosa relazione della città di Ferentino negl'Ernici fra Latini del Lazio di Campagna, del dottore Carlo Stefani, 1675, f. 32)

"Nell'anno della cristiana Redenzione 1327 mossero guerra a Ferentinesi gl'Anagnini, i quali posero l'assedio alla città, ma ricorrendo i cittadini per aiuto al loro santissimo avvocato Pietro Celestino e furono miracolosamente liberati. E perchè il suo sacro corpo stava sepolto nella chiesa di S. Antonio fuori della città, temettero quei divoti e provvidi cittadini non fosse da quei nemici tolto e vilipeso; onde pensarono col consenso del loro Vescovo e de' Monaci Celestini, che abitavano nel monistero di detta chiesa di levarlo da qui ed assicurarlo dentro le mura, onde tolsero quelle sacre reliquie da essa chiesa... e le trasportarono nella chiesa di Sant'Agata. I monaci dubitando che per l'avvenire potevano restar privi di questo prezioso tesoro, per ordine del loro Padre Visitatore... trasseo nascostamente di notte quel Sacro Corpo dalla chiesa di Sant'Agata, involto in alcuni bianchi arnesi, sotto pretesto che il loro visitatore aveva bisogno di letto".
(da: Istoria dell'antichità e nobiltà della città di Ferentino, aggiunta a quello che ne scrisse Carlo Stefani dal P. Ambrogio Cialino, 1697, f.75).

"Allora detti Padri aspersero la cassa con la chiave ed anco la cassa piccola, nella quale stavano riposte le sacre ossa, sotto certi sigilli, tagliando da sotto le funi, con le quali stava ligato intorno. E ne cavarono fuori l'osse e poi rilegarono di sotto le fune con un filo, rivolgendo l'ossa del S. Padre in un panno di lino e l'involsero in un matarazzo. E la mattina a buon'ora, ripiegatolo, postolo in testa d'una donna lo mandarono fuori della Città nel monastero, fingendo con soldati della guardia che il matarazzo servisse per il Padre Visitatore... il quale informato del Sacro Furto, subito lo fece trasportare all'Aquila nel monastero di Colle Maggio". (ibid., ff.43-44)

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chiesa-san-celestinoA testimonianza della grande devozione per San Celestino V, quando era parroco don Ernesto Tentori, con il contributo del Papa Paolo VI (in omaggio alla sua visita del 1 settembre 1966) e della Parrocchia, dal 13 maggio al 13 ottobre 1968 venne eretta in località "Vallepara" (Cupiccia) un cappella in onore del Santo Patrono.
Nella chiesetta tutt'oggi viene celebrata una Santa Messa la domenica mattina(alle 9.30), mentre il venerdì pomeriggio ospita il gruppo di preghiera della Divina Misericordia.

Rimettiamo di seguito una breve gallery con alcune immagini del Pellegrinaggio del Corpo di San Pietro Celestino a Ferentinom in Sant'Agata ed alla erigenda Chiesa a Lui dedicata in località Cupiccia.
Era il 13 ottobre 1968 ed in quell'occasione il Vescovo di Ferentino Mons. Costantino Caminada consacrava al culto tale cappella.
Nella gallery abbiamo inserito una immagine della Peregrinatio del Cuore incorrotto di San Celestino (custodito da sempre nel monastero delle Clarisse di Ferentino) in occasione del VII centenario della morte del Santo. Nella foto ci troviamo in località Belvedere, in attesa della Processione verso la Chiesa di S.Agata. Si possono riconoscere facilmente il parroco don Rocco Gigliola e mons. Nino Di Stefano rettore del Seminario Vescovile. Eravano nel maggio del 1996.
Abbiamo aggiunto ancora una immagine della gloriosa Processone del 1° maggio del Patrono S.Ambrogio martire. 


Sant'Ambrogio e San Pietro Celestino a Sant'Agata

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