LINEAMENTI DI STORIA
(note storiche a cura di Maria Teresa Valeri)


ferentino-stemma.gifFerentino, edificata dagli Ernici su un’altura della valle del fiume Sacco, è ricordata dalle fonti letterarie già dal VI sec. a.C. come aderente alla Lega Ernica con le altre città del suo territorio: Alatri, Veroli ed Anagni. Occupata dai Volsci, insanabili nemici degli Ernici, nel  413 a. C. Ferentino fu riconquistata dal console L. Furio Medullino; nel 361 a.C. venne occupata dal console C. Licinio Calvo; nel 306 a. C. la Città non partecipò alla ribellione capeggiata da Anagni contro Roma, rimanendo alleata di Roma. Distrutta da Annibale (211 a.C.), nel 193 a.C. a Ferentino fu assegnato lo status coloniale. Dopo la Guerra Sociale Ferentino, divenuta municipio, ottenne l’onore della cittadinanza romana e venne iscritta alla tribù Publilia. La salubrità dell’aria e la tranquillità del luogo erano tali che lo stesso Orazio, nella lettera all’amico Sceva, così scriveva: “Se a te piace la vita tranquilla ed il sonno protratto a giorno pieno, se ti seccano polvere e frastuono di ruote, allora ritirati a Ferentino; perché lì anche chi non è ricco può godere”.
I tracciati viari antichi, nonostante le modificazioni verificatesi nei secoli per le mutate esigenze della vita cittadina, sono ancora chiaramente leggibili nella rete viaria attuale. In particolare si può riconoscere un intervento di pianificazione urbana, caratterizzato dall’ordinamento regolare del tessuto viario e dalla definizione funzionale degli spazi urbani principali (le zone abitative sul versante meridionale della collina), le aree pubbliche (il Foro e l’Acropoli) e le aree commerciali nelle zone limitrofe alle mura. Sono ben individuabili gli assi viari principali: il Decumano Massimo, coincidente con la via Latina, che in direzione Est-Ovest attraversava la città, collegando Porta S. Croce con Porta S. Agata e il Kardo Massimo, ravvisabile nell’asse che in direzione nord-sud collegava Porta Montana con Porta Sanguinaria.
Ferentino è annoverata tra le più antiche diocesi del Latium adiectum; il suo primo vescovo è Bassus (487 d.C.). Comune già dal sec. XII circa, fu sede del Rettorato di Campagna e Marittima; ospitò papi (Innocenzo III, Onorio III), imperatori (Enrico VI e Federico II di Svevia) e santi (Celestino V). “Ferentino - non già città nuova ma antica città rinnovata - ci appare campione ideale per una ipotesi di lettura storico-artistica di un insediamento urbano europeo in età medioevale” (A. M. ROMANINI 1980). Fiorente nelle sue attività agricole ed artigianali e sede dal XV sec. di una prestigiosa scuola, potenziata dalla munificenza dell'umanista Martino Filetico, diede i natali a molti patrioti, che illustrarono con le loro azioni la storia cittadina: Alfonso Giorgi, Alessandro Angelini ed Achille Giorgi nel XIX sec., Alberto Lolli Ghetti e don Giuseppe Morosini, medaglie d'oro al valor militare, nel XX sec.

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