S. AMBROGIO MARTIRE Patrono di Ferentino A cura di Biancamaria Valeri
S. AMBROGIO MARTIRE PROTETTORE DI FERENTINO
di Maria Teresa Valeri
Il patrono di Ferentino, S. Ambrogio martire, fu un soldato romano. Ligure di nascita, mentre era a Milano, conobbe il preside Publio Daciano, che lo iscrisse alla milizia e lo proclamò centurione della cavalleria. Daciano, giunto con l’esercito a Ferentino, per ordine di Diocleziano, cominciò una feroce persecuzione contro la comunità cristiana della città; ma grande fu il suo turbamento quando scoprì che Ambrogio, il suo fidato centurione, era anche lui cristiano. Daciano tentò dapprima di convincere Ambrogio ad abiurare; ma, quando si accorse dell’inutilità dei tentativi, sottopose il centurione ad un processo e ad ogni sorta di supplizi. Lo chiuse in carcere privandolo totalmente del cibo per un mese, ma non gli mancò il cibo e il conforto degli angeli; lo fece fustigare; gli fece applicare sul corpo piastre infuocate; lo fece immergere in olio bollente, pece e resina, ma ne uscì illeso; lo fece trascinare nudo e in catene ad amphiteatrum portae Sanguinariae contiguum, dove Daciano voleva costringere Ambrogio ad adorare gli dei romani, ma i simulacri degli idoli pagani rovinarono pubblicamente; gli impose di adorare l’idolo di Mercurio, ma Ambrogio, afferrato l’idolo, lo gettò a terra distruggendolo; ordinò, poi, che Ambrogio fosse arso vivo su un rogo, e, visto l’esito negativo, cercò di farlo affogare nel fiume Alabro, dopo avergli fatto legare una macina da mulino al collo, ma un angelo liberò Ambrogio del cappio e lo ricondusse in superficie.
Qui il file completo dell'opuscolo:
S. AMBROGIO martire patrono di ferentino.pdf2.80 MB


