La chiesa di S. Maria Maggiore. Bellezza e Armonia. A cura di Biancamaria e Maria Teresa Valeri
Quando si parla di Storia subito il pensiero corre al libro che gli Storici scrivono dopo aver trascorso ore e ore, forse anni, ad indagare nel passato, a ricercare fonti e documenti nei polverosi archivi, dove le carte sono state inventariate, regestate, catalogate. La Storia, come suggerisce l’etimologia, è “ricerca”; è ricerca attraverso la decodificazione di scritture, di concetti, è analisi scientifica e oggettiva del patrimonio che il Passato ci ha tramandato.
Sembrerebbe che la Storia nasca dalla “scrittura” e si nutra di “scrittura”; ed è senz’altro così, perché il pilastro della narrazione storica è da una parte il documento dall’altra il racconto tramandato per iscritto, con acribia. La Storia ha bisogno di fonti per essere documentata, di fonti lasciate ai posteri con il proposito consapevole di trasmettere informazioni e giudizi sul proprio tempo. Ma non è solo così. La storiografia attuale, infatti, considera fonti o documenti storici tutte le tracce (umane e naturali) del passato che lo studioso è in grado di interrogare e interpretare criticamente. Grazie al contributo della Scuola delle Annales, i cui ispiratori furono i francesi Marc Bloch e Lucien Febvre, alla metà del XX secolo dal monopolio quasi assoluto dei documenti scritti si è passati a riconoscere come fonti anche monumenti, fotografie, immagini, prodotti culturali o legati alla “cultura materiale” di un dato contesto.
Questa definizione “dinamica” amplia il concetto di “fonte” ben al di là dell’ambito tradizionale delle testimonianze prodotte nei tempi passati; essa dà conto della dilatazione degli interessi degli storici ad aspetti e dimensioni prima ignorati, nonché dei progressi tecnici ed epistemologici, che hanno consentito loro di impiegare, come fonti, una gamma svariata di materiali nuovi, ricorrendo a strumenti e metodi propri di una grande varietà di discipline.
E, allora, ben venga un volume dove per la conoscenza di S. Maria Maggiore, una delle più belle chiese della città di Ferentino, si riesce a coniugare documentazione storica, in senso stretto, con analisi storiografica e fotografia. Per una sintetica intelligenza di quanto detto poc’anzi basta considerare le foto che si pubblicano di seguito: sono due foto storiche scattate sul finire del XIX secolo (dal sito: http://www.st-mariamaggiore.org/home/chiesa/605-2/).
La Chiesa si presenta nella sua monumentale e statuaria bellezza. Visibili sono i segni di un passato che ha lasciato tracce ed anche deterioramenti sulla sua primitiva bellezza, ma che non le hanno tolto la magnificenza e lo splendore del passato lontano, quando uscì, pura e semplice, dalle mani dei suoi costruttori, mostrandosi come un miracolo di bellezza, equilibrio ed armonia.
Le due foto sono documenti storici di rara preziosità, anche per la tecnica seguita per impressionare la carta fotografica: sono foto stampate all’albumina, un tipo di stampa fotografica introdotta nel 1850 da Louis Désiré Blanquart-Evrard. La carta all’albumina sostituì le precedenti carte salate e divenne in breve tempo il più diffuso positivo fotografico prodotto commercialmente. Il nome di questa tecnica deriva dal fatto che la chiara d’uovo, l’albume, veniva adoperata come legante: mischiata al cloruro di sodio formava un’emulsione che veniva applicata su un lato del foglio di carta, facendolo galleggiare sulla medesima emulsione. La sensibilizzazione dei fogli avveniva facendo galleggiare il foglio, dal lato emulsionato, sopra una soluzione di nitrato d’argento il quale reagiva con il cloruro di sodio, presente nell’albume, e formava cloruro d’argento. Il cloruro d’argento, instabile alla luce, rendeva possibile la formazione di immagini fotografiche mediante la stampa a contatto di negativi (lastre di vetro al collodio) posti sopra il foglio di carta albuminata. Nel 1880 circa queste carte furono sottoposte a un trattamento di calandratura per rendere la superficie più lucida. Tale brillantezza faceva risaltare maggiormente i dettagli, soprattutto nelle zone scure.
Qui il volume completo:
LA-CHIESA-DI-S-MARIA-MAGGIORE-a-cura-di- Biancamaria-e-Maria-Teresa-Valeri-2022.pdf13.95 MB

