Carlo Valeri (11 febbraio 1924 - 29 gennaio 1996) Ricordo di un amico del notaio Giuliano Floridi
Carlo Valeri, uomo sinceramente e profondamente democratico, come è noto a tutti i ferentinati, è stato un pubblico amministratore dalla tempra politica di non comune spessore, di una linearità esemplare informata ai nobili principi della dottrina sociale della Chiesa. Questa linearità è apparsa quando la fiducia dei ferentinati lo ha voluto sindaco (1972-76), assessore (1984-88) e consigliere comunale (1978-1990). Carlo aveva un entroterra culturale che si era costruito fin dalla giovane età: la sua tempra morale, i suoi interessi sociali risalgono agli anni della frequentazione dell'Azione Cattolica, rinvigorita da quelli passati nella FUCI. Sono questi i fondamenti sui quali Carlo ha realizzato la sua lunga vita pubblica nella sua amata città di Ferentino tra le fila della DC ispirandosi costantemente ai principi sturziani e degasperiani, mai prevaricando, mai imponendo, ma solo e sempre ricercando il consenso. Carlo nell’aderire al partito centrista, erede dei valori che don Sturzo aveva difeso a viso aperto, perseguiva essenzialmente il bene comune, il progresso nell’ordine, la graduale elevazione del ceto meno abbiente, una più diffusa alfabetizzazione ed anche una efficiente rete di assistenza sanitaria. In primo luogo desidero porre in luce la sua attività di amministratore, facendo riferimento ad un promemoria da lui stilato come consuntivo del mandato di primo cittadino ferentinate. Carlo fu un degno erede della tradizione romana antica e fu cittadino segnalatosi per l’operato “edìle” capace e fattivo da “edìle”, apprezzato quale era, egli ebbe cura soprattutto dell’approvvigionamento idrico e del gas metano, dell’aggiornamento della rete stradale, della funzionalità della rete fognaria, dell’efficienza dell’istituzione scolastica. In questi ambiti realizzò la costruzione della nuova torre piezometrica per l’adduzione dell’acqua potabile alla città che dai 33 litri al secondo passò ai 93 litri. Il “fungo” fu progettato dal noto ingegnere Londei di Roma. Carlo non provvide soltanto al rifornimento della città, ma anche a quello delle contrade Bagni, Madonna degli Angeli, Campo, Monte Radicino e Stazione. Installò anche fontane pubbliche nelle zone di Bagni, Roanzi, Sterpara e Cartiera.
Grazie alla sua opera parecchie strade agresti trovarono adeguato risanamento e in molti casi furono bitumate allo scopo di favorire lo sviluppo del traffico automobilistico che già si profilava imponente. Beneficiarono di questi provvedimenti le contrade Foche, Ariano, Madonna degli Angeli, Chivi San Benedetto, Scattuccio, Cornella, Fornace. Altre opere di rilievo furono il rifacimento di gran parte della rete fognante del centro storico, con la costruzione del depuratore in contrada Bagni e la realizzazione della fogna tra l’ospedale, gli Archi di Casamari e la via Casilina. Non va trascurato, infine, l’intervento molto qualificante da lui voluto nell’edilizia scolastica e ispirato ad un autentico interesse per lo sviluppo culturale della città. Curò la costruzione di ben cinque scuole elementari e materne, la definizione della pratica e i lavori di costruzione delle due scuole medie di Ferentino, “Ambrogio Novidio Fracco” e “Achille Giorgi”, nonché l’istituzione dei servizi di scuolabus e la ristrutturazione del primo circolo didattico di Via Circonvallazione. Questa attività in favore dell’edilizia scolastica ben si addiceva a Carlo Valeri, che sempre vide nella gioventù studentesca la sicura promessa per un avvenire di prosperità, di progresso, di solidarietà sociale. Egli vedeva nei giovani gli eredi di un’Italia che faticosamente avanzava sulla via dello sviluppo ed era sua costante preoccupazione che la gioventù fosse conscia di quanti sforzi erano stati spesi per la ricostruzione e il progresso. Ma soprattutto il nostro Carlo era portatore di vero amore per le iniziative culturali, in particolare per quelle che vedevano protagonista la sua Ferentino, viste le tradizioni storiche di prestigio storico-artistico di questa città: il più antico e vasto municipio romano, centro scelto da Innocenzo III quale sede amministrativa della Provincia di Campagna e Marittima. Carlo, quando parlava della sua Città, si animava, si illuminava, coinvolgendo nel suo entusiasmo l’interlocutore e trascinando gli altri con le sue proposte e i progetti di avanzamento sempre allettanti e comunque realizzabili. Al mio arrivo nel 1974 mi accolse, nella sua veste di sindaco, come notaio di Ferentino, dopo i convenevoli subito mi comunicò i suoi progetti anche perché conosceva quel poco che avevo realizzato per Guarcino e Fiuggi. Da quel momento nacque un sincero sodalizio, un’unione di intenti ed una comune passione per le iniziative storico-culturali. Per magnificare la sua Ferentino, Carlo raccolse attorno a sé insigni docenti: Giuseppe Ermini, Giulio Battelli (nipote di Alfonso Bartoli), Alessandro Pratesi, Angiola Maria Romanini, Antonio Quacquarelli, Pasquale Testini, Letizia Pani Ermini, Ludovico Gatto, Aulo Greco. Senza dimenticare i rapporti con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, la stima e l’amicizia con il suo direttore generale il prof. Francesco Sisinni e il vice direttore generale dott. Sante Serangeli. Senza dimenticare la proficua collaborazione con la Soprintendenza alle Antichità del Lazio, diretta dall’impareggiabile dott.ssa Maria Luisa Veloccia Rinaldi, e con la Soprintendenza ai Monumenti del Lazio, attraverso l’infaticabile lavoro e zelo del sovrintendente aggiunto l’arch. Giancarlo Seno. Tra le prime realizzazioni promosse da Carlo è notevole il ripristino dell’Archivio Storico Comunale e Notarile di Ferentino, successivamente intitolato al mio antenato il notaio Antonio Floridi (XV secolo). Il profilo storico di questo archivio recentemente è stato ricostruito da Biancamaria Valeri e da Assunta Gori, ma bisogna ricordare anche l’opera di tutela delle carte svolta dall’infaticabile Benedetto Catracchia. Dopo due anni di intenso lavoro il sottoscritto e Benedetto Catracchia riuscimmo a realizzare il progetto voluto da Carlo. L’archivio venne sistemato al primo piano del Palazzo dei Consoli, nella medievale sala della Ragione, recuperando le antiche scaffalature settecentesche. L’istituzione venne inaugurata nel 1978 alla presenza di autorità civili e militari e del cardinale Antonelli. Altra brillante intuizione fu l’avere accettato nel 1977 la proposta del sen. Giuseppe Ermini di istituire il premio “Città di Ferentino” da assegnare ogni tre anni per la migliore ricerca sulla storia, la letteratura, l’arte, l’economia, l’archeologia, la storia politica di Ferentino e suo territorio. Il sen. Ermini spesso negli ultimi anni della sua vita fu ospite a Ferentino, città che gli ricordava molto l’ambiente umbro dove aveva trascorso molta parte della sua vita. Fu, infatti, rettore dell’ateneo perugino per oltre 40 anni e nella regione umbra si prodigò come mecenate della cultura istituendo prestigiosi centri di studio e di ricerca storica. Giuseppe Ermini divisò di realizzare anche in Ferentino quanto aveva costruito in Umbria; se in Umbria l’Università di riferimento fu l’ateneo di Perugia, per Ferentino l’Università sarebbe stata “La Sapienza” di Roma. In questo suo sogno trovò alleato Carlo Valeri, che subito sposò il progetto di valorizzazione di Ferentino. Dapprima si ottenne l’istituzione del Premio “Città di Ferentino”, subito dopo l’erezione di un Centro di Studi Storici, che avrebbe dovuto sostenere l’onere dell’organizzazione del premio ma anche delle attività culturali e di ricerca nelle quali coinvolgere l’Università di Roma, per avere rigore scientifico e metodologico, e le energie vitali e fresche dei giovani studiosi del territorio che si facevano onore per la loro valentia. Questo Centro fu eretto in Ente morale con DPR 819/1985 e fu denominato Centro di Studi internazionali “Giuseppe Ermini” in onore dell’insigne studioso, che già nella sua giovinezza si era interessato di Ferentino studiando la storia dei comuni italiani. Tra le altre realizzazioni culturali volute da Carlo non posso non ricordare la realizzazione della Biblioteca comunale, l’attivazione di procedure per il potenziamento della Collezione Civica del “Martino Filetico”, i lavori di ripristino e di restauro del Teatro romano. La presenza di un teatro romano a Ferentino era per lui motivo di orgoglio; amava farlo visitare ed indicarlo alle persone che si recavano in visita nella città. Non possiamo tacere un’altra benemerenza di Carlo Valeri: il risanamento e la restituzione al culto dell’Abbazia di S. Antonio abate, fondata da Celestino V, opera nella quale ha avuto il sostegno dell’arch. Giancarlo Seno, soprintendente aggiunto ai monumenti del Lazio, e del prof. Francesco Sisinni, direttore generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Egli si è interessato attivamente del restauro di altre chiese ferentinati, tra le quali la chiesa gotico-cistercense di S. Maria Maggiore, collegata al ricordo del grande imperatore Federico II di Svevia e di sua madre Costanza d'Altavilla. Da apprezzare l’attivazione della collezione “Quaderni di Storia”, serie di pubblicazioni tra le quali eccelle quella sugli Statuta Civitatis Ferentini (XV sec. edizione critica di M. Vendittelli a cura della Società Romana di Storia Patria). L’incentivo a ricostruire la storia della presenza dell’Ordine di Malta in Ferentino gli fu suggerito dalla mia pubblicazione sulla storia della commenda melitense di S. Giacomo, istituita in Ferentino nel XIII secolo; quest'opera ebbe l’assegnazione anche del Premio “Città di Ferentino”. Con una solenne cerimonia nella chiesa di S. Valentino, alla presenza delle più alte Autorità dello SMOM, venne scoperta una lapide commemorativa dell’attività della Commenda ferentinate e fu benedetta la rinnovata cappella dell’Ordine melitense in Ferentino. Il Gran Maestro, poi, concesse un raro privilegio alla città: esporre in tutte le feste e solennità, civili e religiose, il vessillo dell’ordine di Malta vicino alle bandiere nazionale ed europea. La memoria di Carlo non potrà non rimanere nei cuori dei Ferentinati ... per gli eventuali disattenti saranno le sue realizzazioni a farlo apprezzare e ricordare costantemente.
Giuliano Floridi, notaio
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