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Fulvio Bernola Volti e storie di Donne Edito da Associazione Culturale “Gli Argonauti” di Ferentino

Poche righe di Presentazione

fulvio bernola

Fulvio Bernola è un fotografo ferentinate, un fotografo documentarista, come lui stesso ama definirsi, che nella sua carriera artistica e professionale ha dedicato molto spazio alla documentazione del Territorio attraverso la fotografia. Le sue opere sono riuscite a evidenziare monumenti, panorami, civiltà, perché dietro l’obiettivo della macchina si è collocato Fulvio con tutto il suo complesso esistenziale, con tutta la ricchezza della sua esperienza, con tutto il suo amore per Ferentino. La sua fotografia, che risulta dall’alchimia di tecnica, ragione, sentimento, istante, improvviso stupore, continua a suscitare in chi ne fruisce il medesimo stupore generato dall’istante e lo amplifica, innescando una catena infinita di emozioni e sensazioni personali. Nasce un dialogo molto più intenso di quello generato dalla lettura del pensiero scritto: l’immagine è icastica e parla direttamente al cuore oltre che all’intelligenza. Lunghe conversazioni con Fulvio Bernola sull’arte della fotografia, sulla tecnica, sulla visione, sulla riproduzione di luci e ombre, che rendono vivi e palpitanti nel loro contrasto i soggetti riprodotti, hanno messo in rilievo due argomenti di grande importanza. Il primo è relativo all’arte della fotografia, che nell’epoca della “riproducibilità all’infinito” dello stesso soggetto potrebbe essere considerata una “non arte”, perché toglie al soggetto riprodotto l’ “aura dell’unicità”. La fotografia sembrerebbe una copia di copia, senza che da essa emerga personalità, originalità, singolarità, il complesso mondo delle emozioni e dell’ispirazione artistica unica e irriproducibile. Penso che questa posizione sia stata superata da molti anni … dall’epoca in cui gli Impressionisti francesi dipingendo e ri-dipingendo lo stesso soggetto nelle varie fasi della giornata o nelle varie angolature di luce, che lo illuminavano, hanno saputo dimostrare come l’arte è produzione infinita di colori, luci e sentimenti anche quando il soggetto dei vari lavori è sempre lo stesso. Pensiamo alle “Ninfee” di Monet, fiori acquatici del suo giardino, che l’artista dipinse in serie dagli anni 1893 alla sua morte. L’Artista osservava: “I fiori acquatici sono ben lungi dall’essere l’intero spettacolo, in realtà sono soltanto il suo accompagnamento. L’elemento base è lo specchio d’acqua il cui aspetto muta ogni istante per come brandelli di cielo vi si riflettono conferendogli vita e movimento”. Il secondo argomento riguarda la fotografia e l’arte che da lei si genera. Nel fotografare un soggetto, anche se questo è stato riprodotto infinite volte ed anche da altri, il Fotografo “mette” e, quindi, rappresenta tutta la profondità della sua cultura e della sua fede. Ecco che cosa significa “fotografare”: immergersi nello spazio misterioso dello spirito, del cuore e del sapere. Le foto di Fulvio Bernola sono un’iridescente e coloristica visione dei giochi di chiaro/scuro, rappresentano il tentativo riuscito di catturare la luce e di utilizzare questa per rendere artistico ogni soggetto. La sua fotografia non “riproduce” solamente, “interpreta”, coglie l’anima del soggetto e la porta alla luce, la fa nascere. Essa regala allo spettatore emozioni fantastiche e sempre nuove, tutte le volte che lo sguarda si posa sul soggetto.

Ferentino, 11 giugno 2023

Biancamaria Valeri

Qui il testo completo: pdfFulvio Bernola RITRATTI FOTOGRAFICI.pdf3.84 MB